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A partire dal 2015 abbiamo sviluppato internamente un sistema statefull di protezione dagli attacchi DDoS. Attualmente la protezione di core è erogata grazie a un cluster di server in load balancing. Abbiamo inoltre sviluppato un sistema di pre-filtering a livello di routing. Inoltre, in caso di attacchi superiori alla capacità di rete, le network interessate vengono filtrate grazie alla protezione remota Corero.

Come configurare lo swap su Ubuntu su una VPS

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Quando si utilizza una VPS con risorse limitate, gestire la memoria è fondamentale. Se la RAM disponibile si esaurisce, il sistema può rallentare o addirittura terminare processi in modo forzato. Per evitare questo problema, è possibile configurare lo swap, una porzione di spazio su disco utilizzata come memoria aggiuntiva.

Configurare correttamente lo swap permette di migliorare la stabilità del sistema e gestire meglio i picchi di utilizzo, rendendo la VPS più affidabile anche sotto carico.

Verificare se lo swap è già attivo

Prima di creare uno swap, è utile controllare se il sistema ne utilizza già uno. Per farlo, si può utilizzare il comando:

				
					free -h
				
			

Se nella sezione “Swap” tutti i valori sono a zero, significa che non è configurato nessuno spazio di swap.

In alternativa si può utilizzare:

				
					swapon --show
				
			

Se non viene mostrato alcun output, lo swap non è attivo.

Creare un file di swap

Il modo più semplice per configurare lo swap su una VPS è creare un file dedicato. Ad esempio, per creare uno swap da 2GB, si può utilizzare:

				
					fallocate -l 2G /swapfile
				
			

Se il comando fallocate non fosse disponibile, è possibile usare:

				
					dd if=/dev/zero of=/swapfile bs=1M count=2048
				
			

Una volta creato il file, è necessario impostare i permessi corretti per motivi di sicurezza:

				
					chmod 600 /swapfile
				
			

Attivare lo swap

Dopo aver creato il file, bisogna inizializzarlo come spazio di swap:

				
					fallocate -l 2G /swapfile
				
			

Successivamente, si può attivare con:

				
					dd if=/dev/zero of=/swapfile bs=1M count=2048
				
			

A questo punto, lo swap è già attivo. È possibile verificarlo nuovamente con:

				
					chmod 600 /swapfile
				
			

Rendere lo swap permanente

Per fare in modo che lo swap venga attivato automaticamente ad ogni riavvio della VPS, è necessario aggiungerlo al file /etc/fstab.

Per farlo, si apre il file:

				
					nano /etc/fstab
				
			

e si aggiunge la seguente riga alla fine:

				
					/swapfile none swap sw 0 0
				
			

Dopo aver salvato, lo swap verrà caricato automaticamente ad ogni avvio del sistema.

Ottimizzare l’utilizzo dello swap

Linux utilizza un parametro chiamato swappiness, che determina quanto aggressivamente il sistema utilizza lo swap rispetto alla RAM.

Per visualizzare il valore attuale:

				
					cat /proc/sys/vm/swappiness
				
			

Il valore predefinito è solitamente 60. Su una VPS, è spesso consigliabile abbassarlo, ad esempio a 10, per privilegiare l’uso della RAM:

				
					sysctl vm.swappiness=10
				
			

Per rendere permanente questa impostazione, è possibile modificarla nel file:

				
					nano /etc/sysctl.conf
				
			

aggiungendo:

				
					vm.swappiness=10
				
			

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